Cava d’Ispica – Tra Modica e Ispica

Scritto da Antica Dolceria Bonajuto ,
il 03 Giugno 2019

Cava d’Ispica è uno dei più importanti canyon del territorio siculo in cui è possibile fare trekking, escursioni e passeggiate archeologiche. Si estende per ben 13 km nel territorio tra le città di Modica e Ispica. Come una grande macchina del tempo ci teletrasporta all’epoca del paleolitico e ci narra la storia delle civiltà che hanno vissuto in questo luogo fino al terremoto del 1693. La parte nord prende proprio il nome di Cava d’Ispica, dal versante di Modica; la parte sud, invece, viene denominata Parco della Forza.
Il sito propone molte attrazioni archeologiche come necropoli preistoriche, abitazioni e strutture tutte scavate nella roccia e immerse nella macchia mediterranea. Qui si possono trovare alberi di carrubo, olivi selvatici, palme nane, lecci, platani ma anche, nel sottobosco, felci, edere, salvie profumate e asparagi.

 

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Come prepararsi all’escursione alla Cava d’Ispica?
È meglio attrezzarsi adeguatamente per questa gita con scarpe da trekking, giacca a vento (in estate di tipo leggero), pranzo a sacco e acqua per rinfrescarsi.

Da Cava Ispica Occidentale al Parco della Forza: un viaggio nel passato

Partendo dalla Cava Ispica Occidentale possiamo vedere la Chiesa di San Pancrati, una delle più antiche del luogo, che risale alla metà del VI secolo. È suddivisa in tre navate e la sua particolarità sta nella costruzione: è stata realizzata, infatti, con blocchi megalitici. La contrada Baravitalia (o Baravitadda in dialetto siciliano) è ricca di capanne e focolai dell’antico villaggio di Isbarha; ospita anche la tomba di un nobile caratterizzata da 10 finti pilastrini ricavati ai lati dell’ingresso. Per chi è appassionato di storia e voglia conoscere le usanze dei nostri avi, resterà impressionato dall’enorme catacomba paleocristiana della Larderia del IV-V secolo d.C., dove si contano ben 464 tombe.
Sempre in questa zona possiamo trovare altri complessi trogloditici come le Grotte di Santa Maria, le Grotte Cadute – che si sviluppa su ben cinque livelli – e la Spezeria, una grande sala quadrangolare con diverse mensole scavate nella roccia. L’unico superstite in questa zona è il settecentesco Mulino che era alimentato dal torrente Busaidone tramite un lunghissimo canale d’acqua scavato nella roccia. Il meccanismo, in stile arabo, è ancora perfettamente funzionante. Si può anche visitare la casa del mugnaio e il museo all’interno delle grotte, in cui si trovano ambienti di lavoro con i vari utensili dell’epoca. Qui info su Cavallo d’Ispica e il mulino ad acqua.

 

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Nella Cava Ispica centrale si erge il Castello, formato da una strapiombante parete calcarea di trenta metri dove gli ambienti sono scavati nella grotta e collegati tra essi attraverso scale interne. A breve distanza ci si imbatte nel Convento, dove è visibile un corridoio in cui si aprono stanzette piccolissime che assomigliano a delle cellette monacali. Ancora oggi si crede che l’acqua che scorre in questo luogo sia miracolosa, che serva a guarire malattie della pelle, e si lascia in pegno un proprio indumento in cambio del miracolo. In realtà è la sua ricchezza di zolfo, che trae attraverso queste antiche pietre, che la rende preziosa.

 

 

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La cava Ispica meridionale, chiamata anche Parco della Forza, è la zona che è stata abitata fino al terremoto del 1693. Il Fortilitium era proprietà di una potente famiglia, i Statella, in cui si erge un castello protetto da un fossato che si poteva superare tramite ponte levatoio. Purtroppo dopo la grande catastrofe naturale sono rimaste solo le mura a strapiombo e la scuderia, dove ancora sono visibili le mangiatoie e gli occhielli per legare gli animali. Oltre alle varie Chiese rupestri, come la Chiesa dell’Annunziata, la chiesetta di Santa Maria della cava, le catacombe e il camposanto, è importante visitare Spaccaforno. Questo luogo è l’antico paese di Ispica, che fu totalmente distrutto dal terremoto e poi ricostruito in un altro territorio. Le abitazioni sono distribuite su vari gradoni rocciosi in cui si vedono ancora lucernari, camini, finestre e grondaie, simbolo di una popolazione scomparsa in una sola notte, l’11 gennaio 1693.

  • Nota: per l’estate 2019 l’ingresso da Cava Ispica Occidentale è chiuso per manutenzione. Dovrebbe – condizionale d’obbligo – riaprire ad ottobre 2019.

COME ARRIVARE ALLA CAVA D’ISPICA IN AUTO
Se usi Google Maps o il punto di arrivo è “Crocevia Cava Ispica” (clicca per aprire la posizione)
Da Modica è raggiungibile in auto proseguendo sulla SS.115 in direzione Ispica (S.P. Modica-Cava Ispica)
Da Ispica in direzione Modica fino ad incontrare la segnaletica “Cava d’Ispica” (S.P. Modica-Cava Ispica).

Link di riferimento:

 

 

 

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La foto di copertina è di Ambra Galassi: link.

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