Colazioni d’autore. Il ricettario insta-letterario di Petunia Ollister.

Scritto da Antica Dolceria Bonajuto ,
il 01 dicembre 2017

Se usi Instagram, se sei un lettore o una lettrice forte, se la colazione è il tuo momento è probabile che tu conosca già i #bookbreakfast che Petunia Ollister colleziona nel suo account Instagram dal 2015. La “ricetta” è semplicissima: Petunia pubblica ogni mattina un libro abbinandolo ad una colazione o viceversa, poco importa. Colazione dopo colazione, libro dopo libro, il suo account è cresciuto creando attorno a sé un interesse sempre vivo, con una community di persone molto legate agli “ingredienti” della foto. L’estate scorsa pure il nostro cioccolato è stato protagonista di un #bookbreakfast accompagnato da uno splendido libro di Andrea Camilleri

Il progetto di Petunia Ollister lo scorso 4 ottobre è diventato un libro dal titolo Colazioni d’autore #bookbrekfast così abbiamo fatto una chiacchierata per saperne di più sulle colazioni letterarie e anche su di lei, il cui vero nome è Stefania Soma e ha un passato da “seriosa conservatrice di beni culturali”.

La copertina del libro

Stefania, in principio fu… Ci racconti in breve come nasce il libro, dalla genesi alla stampa?

Durante il Salone del libro del 2017 sono stata invitata alla festa per i trent’anni di Slow Food e in quell’occasione mi è stato chiesto di pensare a come strutturare un libro che, partendo dal mio format Instagram #bookbreakfast, raccontasse quel pasto importantissimo eppure misconosciuto. Ho iniziato a raccogliere titoli di libri in cui si parlava di cibo, poi li ho sottoposti alla redazione di Slow Food Editore e pian piano siamo arrivati all’elenco finale da cui abbiamo isolato dei brani che raccontassero il cibo e lo spirito del libro. Da lì abbiamo lavorato sulle ricette: alcune sono citate direttamente nel testo, altre sono ne sono semplicemente ispirate. Una volta stabilito l’abbinamento libro-ricetta ho iniziato a cucinare e fotografare con il mio smartphone, per rimanere fedele al format Instagram. Un fotolitista ha ottimizzato le immagini per poterle stampare al meglio su carta e a settembre siamo andati in stampa.

Joan Harris e il Cioccolato Vaniglia Bonajuto

Beh, adesso puoi quindi dirci qual è il libro che non sei riuscita a mettere, considerato che se non sbaglio sono 76 i libri presenti.

Avrei tanto voluto inserire un libro a cui sono affezionatissima, Kitchen Confidential di Anthony Bourdain. Senza quel libro probabilmente non avrei mai nemmeno immaginato che il cibo e la vita nelle cucine potessero essere un argomento di lettura così interessante. Purtroppo nella selezione finale ci siamo resi conto che c’erano libri ben più adatti a rappresentare la colazione di questo e mi sono rassegnata alla sua esclusione.

“Petunia Ollister nasce qualche anno fa come nom de plume di una seriosa conservatrice di beni culturali” si legge nella tua bio. Perché Petunia, perché Ollister? Poi ci racconti anche la  parte in cui eri “una seriosa conservatrice di beni culturali”?

Petunia nasce nel 2010 per vincere la mia ritrosia ad iscrivermi sui social. Avevo moltissimi amici in giro per il mondo e impegnati in attività lavorative e di studio che rendevano piuttosto difficoltosi i rientri in Italia. Continuavano a parlarmi di questo social network che rendeva molto più facile il tenersi in contatto, anche silente. Al tempo io conservavo libri, lavoravo da sola al piano – 1 della sede di un famoso gruppo editoriale, e non so per quale motivo mi sembrava che stare su Facebook fosse qualcosa di disdicevole, una perdita di tempo e un diminutivo della mia serietà professionale. Fino a che sono stata convinta da un amico ad iscrivermi ma sotto pseudonimo, in modo da poter rimanere in contatto con le persone. Lo stesso amico s’inventò Petunia «Perché sei bella come un fiore» e Ollister perché a quel punto volevo un cognome abbreviabile con una O., per un tributo a Jackie O.

Gargantua e Pantaguele, con Cobaita e Aranciata Bonajuto

Hai anche avuto un passato da food blogger, adesso hai una rubrica su Robinson di Repubblica, una su La Stampa, come ti vedi fra dieci anni?

Non ne ho davvero idea. Se dieci anni fa mi avessero chiesto come mi vedevo avrei risposto con sicurezza che sarei stata impegnata in qualche campagna di mappatura di archivi editoriali o d’impresa. Invece ho dovuto rinunciare al mio lavoro perché gli investimenti, pubblici e privati, nel settore si sono azzerati con l’avvento della crisi, mandando all’aria quindici anni d’impegno sul campo. Mai avrei immaginato di uscire sulle colonne di due testate nazionali, di essere in libreria. Mai avrei immaginato di cambiare città e di sentirmi finalmente a mio agio in un posto nel quale, appena parto, ho voglia di tornare.

A proposito de La Stampa, da poco hai iniziato a raccontare Torino su La Stampa con gli occhi di una milanese: tre cose non scontate su questa tua nuova città?

Ho lavorato e vissuto tra hinteland e Milano per più di vent’anni, ma non sono milanese. Sono nata in provincia di Varese, sulle sponde del Lago Maggiore, ma gravito su Milano dai tempi dell’università. A Torino, per la prima volta in vita mia, ho la possibilità di abitare in centro città. E le cose cambiano drasticamente. Forse non tutti sanno che da Torino Porta Nuova a Milano Centrale s’impiega un’ora co l’alta velocità. Lo stesso tempo che ci voleva da casa mia a Milano alla Centrale.

A Torino sto mangiando la frutta, la verdura e la carne migliore che abbia mai assaggiato a dei prezzi ridicoli. Il mercato di Porta Palazzo è una risorsa immensa e uno dei posti più affascinanti che abbia mai visto. Dimenticate di essere in Europa e concedetevi una mattina a vagare tra i banchi di un luogo meticcio, in cui se una cosa esiste, lì la trovate di sicuro.
Vivendo a Torino ho scoperto che il vitello tonnato, mio guilty pleasure fin dalla più tenera età, non è un’accozzaglia di maionese liquida al vago sapore di tonno su carne dal colore indefinibile, ma una salsa squisita realizzata a mano in tutte le cucine, con o senza maionese, servita con la carne più tenera che possiate immaginare.

E aggiungo un bonus track: quando venite a Torino state attenti al numero dei piatti che ordinate durante un pasto. Nei ristoranti si servono porzioni enormi, suffragando il detto per cui Torino sia la terza città del Meridione d’Italia.

Camilleri e granita

Nella prefazione dici che #bookbreakfast nasce involontariamente nel gennaio 2015, prima cosa pubblicavi su Instagram e pensi che ormai il tuo account conterrà solo #bookbreakfast?

Prima pubblicavo come tutti foto di cibo. Scrivevo per un fooddblog, quello mi interessava e quello pubblicavo. Dopo che i #bookbreakfast hanno iniziato a diventare un progetto serio, dopo la sua casualità iniziale, mi sono consultata con degli amici che di social si occupano per lavoro e ho deciso di dedicare il profilo tutto a loro.

Non credo che Petunia si dedicherà per sempre e solo ai #bookbreakfast, ma quel profilo Instagram a cose molto simili sarà destinato. Quella community è cresciuta intorno all’amore per il libro, per il buon vivere e la rilassatezza. È giusto che così continui a sentirsi a proprio agio.

“Caffè amaro” e Cioccolato Cannella Bonajuto

Su Colazioni d’autore #bookbreakfast si trova anche il nostro cioccolato (e altri nostri dolci) volevo chiederti il tuo rapporto col cioccolato in generale e quale ti ha più colpito tra i nostri gusti che hai assaggiato

Io adoro il cioccolato. Soprattutto quello fondente. Soprattutto quello di Modica. Soprattutto quello di Bonajuto. Quando mi è arrivata questo pacco a sorpresa dalla Sicilia sono rimasta esterrefatta dalla qualità del cioccolato, dalla varietà delle tipologie di prodotto e dei gusti e dal packaging curassimo. Il cioccolato è il mio modo di coccolarmi dopo o di darmi la carica per una giornata difficile. Lo mangio in quantità senza far caso alla stagione, anche se d’estate ho l’accortezza di tenerlo il frigorifero. Il vostri gusti preferiti sono cannella e maggiorana. Il primo ormai diventato un classico, il secondo inusuale e profumatissimo.

Hai già iniziato a presentare il libro, quali sono le prossime tappe?

Oggi sarò a Pesaro alla Libreria Il Catalogo, domani a Faenza presso Nove100, giorno 3 a Oleggio (No) all’ Associazione Culturale di Promozione Sociale Free Tribe, l’8 dicembre a Roma per
Più libri più liberi 8/12 mentre il 10 a Piacenza alla Libreria Fahrenheit 451, il 14 a Genova alla Gelateria Gelatina, il 15 a Novara al Circolo dei lettori, il 16 a Torino alla Libreria Bodoni, il 17 ai MagazziniOz sempre a Torino, il 20 a Castiglione delle Siviere e il 28 a Courmayeur alla Biblioteca civica.

 

E in Sicilia?

A fine gennaio a Catania e Palermo, sto definendo le date che spero di poter comunicare a breve.

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