Countless Cities 2025 – La Biennale delle Città del Mondo
Countless Cities è la biennale delle città del mondo ideata e promossa da Farm Cultural Park e Farm Foundation ETS. Nata in Sicilia come progetto culturale e politico, Countless Cities si interroga sul presente e sul futuro delle città, trasformando i luoghi e innescando processi di rigenerazione, cittadinanza attiva e pensiero critico.
L’edizione 2025, la quarta, si svolge e si articola in otto località siciliane: Mazzarino, Riesi, Gela, Favara, Agrigento, Aragona, Alcamo e Palermo. Ogni città ospita una parte del progetto, contribuendo a comporre una mappa diffusa di mostre, padiglioni tematici, installazioni, performance e azioni partecipative. Ad Agrigento, gli spazi dell’ex carcere di San Vito accolgono una serie di esposizioni e interventi artistici, mentre Villa Genuardi ospita una mostra fotografica e video dedicata a Varanasi. A Palermo, il Convento dei Crociferi diventa sede del “Museo delle Città del Mondo”.
Il programma si muove su più piani. Da un lato ci sono le città simbolo della crisi globale – Gaza, Khartoum, Kinshasa, Haiti – raccontate attraverso immagini, installazioni e parole. Dall’altro, i padiglioni delle “new cities” nate da zero come Astana, Songdo, Nusantara, Forest City, The Line, che aprono interrogativi su tecnologia, ecologia e controllo. A Favara vengono presentati i padiglioni dedicati a Corea del Sud, Sudan e Congo, mentre ad Agrigento si esplora l’identità di Medellín, Nazareth e Haiti. Aragona accoglie il progetto “School of Life”, esperimento di rigenerazione urbana e immaginazione collettiva.

Accanto a questi percorsi espositivi, Countless Cities coinvolge artisti e collettivi internazionali. Tra questi Seb Toussaint, con il suo progetto “Share the Word” nato nei campi profughi e nelle periferie dimenticate; Olivier Garraud, autore dell’installazione permanente “L’Office du Dessin” ad Alcamo; Andrea Marcheggiani e Salvatore Izzo, che firmano il lavoro su Varanasi. A Palermo, il collettivo RING Beyond Borders cura “Mapping a Fractured World”, un’indagine sulla geografia del conflitto globale.
Countless Cities non è soltanto una mostra diffusa. È una piattaforma aperta, un gesto politico e poetico insieme. Raccoglie storie da città fragili, complesse, dimenticate, e le mette in dialogo con altre che aspirano a reinventarsi. In un tempo segnato da crisi ambientali, guerre e disuguaglianze, questa biennale dà voce a chi resiste, progetta, crea. Non propone risposte definitive, ma solleva domande radicali. Quali città vogliamo abitare? Chi ha il diritto di costruirle? E con quali parole, immagini, gesti?
Countless Cities costruisce una nuova centralità: una Sicilia che diventa laboratorio del mondo, terreno fertile per riflettere sul nostro abitare e sul nostro stare insieme.