In Arte il Cacao / Franco Ruta: il cacao come eredità

Scritto da Antica Dolceria Bonajuto ,
il 05 Maggio 2026

Il 3 maggio, al Teatro di Palazzo San Giovanni, nel cuore di Modica alta, si è tenuto l’incontro dal titolo “Franco Ruta: il cacao come eredità”, all’interno della prima edizione del festival In Arte il Cacao. Un appuntamento dedicato al ricordo di Franco Ruta, a dieci anni dalla sua scomparsa, che ha riunito ospiti profondamente legati alla sua figura ed al suo lavoro.

Inserito in un programma più ampio che, dal 30 aprile al 3 maggio 2026, ha trasformato Modica Alta in un punto di incontro tra produttori di cacao e cioccolato, esperti, chef, ricercatori, appassionati e diversi laboratori dedicati ai bambini, l’incontro ha messo al centro non solo la memoria, ma anche l’eredità culturale e progettuale lasciata da Ruta.

A guidare l’appuntamento, Concetta Bonini, con gli interventi di Eugenio Guarducci, fondatore di Eurochocolate, Corrado Assenza del Caffé Sicilia di Noto, Carmelo Chiaramonte cuciniere errante di Caro Melo e Lorenzo Ruta dell’omonimo ristorante, in un dialogo che ha attraversato ricordi personali, passaggi storici e riflessioni sul presente e sul futuro del cioccolato modicano.

Il contributo di Franco Ruta è stato descritto come un equilibrio raro tra qualità del prodotto e capacità di racconto: “Il suo sforzo è stato non solo di fare un buon prodotto, ma di connetterlo alla cultura del territorio […] e di saperlo raccontare con garbo riuscendo a conquistare così una riconoscibilità internazionale”, ha raccontato Eugenio Guarducci, restituendo l’immagine di un imprenditore capace di tenere insieme dimensione artigianale e pensiero culturale. «Il nostro ricordo oggi – Continua Guarducci – non può non guardare al futuro, tenendo conto di aspetti che è necessario reinterpretare e riprogrammare».

Accanto alla dimensione pubblica di Franco, è emersa con forza quella privata, fatta di gesti, abitudini e relazioni.
Carmelo Chiaramonte ha evocato una presenza silenziosa ma incisiva: “Franco era uno che aveva dei lunghi silenzi”, una caratteristica che diventa cifra di un modo di essere e di lavorare, capace di lasciare spazio all’osservazione ed alla riflessione. Nello stesso intervento, Ruta è stato descritto come una figura complessa e stratificata, “per la passione ma anche per la vita, per il rispetto, la dignità”, inserita in una tradizione culturale più ampia, legata alla memoria, alla documentazione e alla salvaguardia di ciò che rischia di scomparire.



Questa tensione tra passato e futuro è stata uno dei fili conduttori dell’incontro.
Corrado Assenza ha sintetizzato il ruolo di Ruta con parole nette: “Senza di lui non saremmo qui”, arrivando a definire il suo impatto come decisivo per il riconoscimento stesso del cioccolato prodotto in città: “Modica non parlerebbe di cioccolato”. Una visione che ha trovato ulteriore sviluppo nella descrizione della sua capacità anticipatrice: “Questa sua visionarietà, questo suo essere avanti agli altri nel tempo e negli anni”.

Il tema dell’eredità si è intrecciato così a quello della responsabilità.
Franco ci ha dato quel sogno. E ci ha lasciato l’onere di continuare quel sogno. Ma quel sogno non lo dobbiamo fare guardando la punta dei nostri piedi. Possiamo solo compiere quel mandato che Franco ci ha lasciato alzando alto lo sguardo e guardando oltre. Ma non oltre nello spazio. Oltre nel tempo. Disegnando oggi quelli che altri compiranno”, ha affermato Corrado Assenza, spostando l’attenzione dal passato al presente, e indicando una direzione che non può limitarsi alla conservazione, ma richiede uno sguardo capace di proiettarsi nel tempo.

In questo senso, uno dei passaggi più significativi è stato il recupero di una riflessione dello stesso Franco Ruta vista in un frammento video: “Ci sono posti nel mondo in cui il cacao viene prodotto, e nessuno sa dove finisce […] noi dobbiamo porre rimedio a questa cosa”. Un pensiero che, a distanza di anni, si inserisce con coerenza nel contesto del festival, orientato a costruire consapevolezza lungo tutta la filiera del cacao.

A chiudere l’incontro, l’intervento e la degustazione a cura di Lorenzo Ruta, ulteriore momento di continuità tra memoria e pratica, tra racconto e materia. Il suo dolce “A Franco Ruta”, racconta Lorenzo, “È ad oggi quello più richiesto in assoluto. Si tratta di un brownie di cioccolato 70% con una glassa al cacao, una crema di mandorla e della pesca di Leonforte sciroppata realizzata da noi. Con delle scaglie di cioccolato inverso e delle foglioline che vengono ricreate mediante l’utilizzo di massa di cacao e sale”. Un dolce che ha subito pochissime modifiche nel corso degli anni.

L’evento ha restituito una figura riconosciuta non solo a livello locale, ma nazionale, come “una di quelle figure che […] ha una sua forte caratterizzazione”, capace di contribuire in modo decisivo al posizionamento del cioccolato italiano nel mondo.

All’interno di In Arte il Cacao, “Franco Ruta: il cacao come eredità” ha rappresentato così non solo un momento commemorativo, ma un passaggio di consapevolezza collettiva: la presa d’atto che il lavoro di Ruta continua a vivere nelle pratiche, nelle idee e nelle traiettorie future di un intero territorio.

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