FATTO BENE. Italian Everyday Archetypes

Scritto da Antica Dolceria Bonajuto ,
il 17 gennaio 2018

Fattobene – Italian Everyday Archetypes è un atlante della cultura materiale italiana, un viaggio nella storia industriale e artigianale del nostro Paese attraverso “semplici” prodotti che nel corso degli anni si sono trasformati in vere e proprie icone della quotidianità, archetipi del Made in Italy. Un progetto che che prende varie forme quello di Fatto bene: un sito internet con annesso ecommerce, un libro pubblicato a novembre da Corraini con relativa mostra, e allo scorso Fuori Salone di Milano pure un negozio fisico temporaneo.

Il motore dietro a tutto ciò è la giornalista Anna Lagorio affiancata dal fotografo Alex Carnevali. Con lei abbiamo scambiato “quattro chiacchiere” per sopire un po’ delle nostre curiosità che riguardano Fatto Bene, felicissimi di essere tra le tra le 35 aziende presenti nel libro con il nostro cioccolato.

Il libro nasce dall’esperienza online di Fatto Bene, partiamo quindi da quello: quando nasce, in che contesto, come sono stati i primi approcci con le aziende?

Il progetto è nato alcuni anni fa, durante un viaggio nel sud Italia: insieme al mio compagno, il fotografo Alex Carnevali, abbiamo iniziato a raccogliere oggetti tradizionali, come cesti, fischietti, scope, tovaglie… A poco a poco ci siamo accorti che tutto quel patrimonio era praticamente sconosciuto al di fuori del contesto regionale. Per questo, abbiamo pensato di dare vita a uno spazio dove raccoglierli e raccontare le loro storie. E così, nel 2015, è nato Fattobene. Fin da subito, il nostro desiderio è stato quello di far emergere un ritratto del tessuto industriale italiano e così abbiamo pensato di coinvolgere le aziende. La loro collaborazione è stata essenziale per scoprire le storie dei prodotti e poter creare progetti di alto profilo, come la partecipazione al Salone del Mobile o la realizzazione del libro di Fattobene.

Le 4 copertine del libro Fatto Bene. Italian Everyday Archetypes

Gli oggetti sul sito sono oggetti in vendita, chi è più interessato a questi prodotti: gli italiani o gli stranieri?

Il nostro pubblico di riferimento è molto misto. La cosa più interessante è che con molti dei nostri clienti si creano veri e propri scambi epistolari: molti di loro sono grafici, designer, illustratori, ma anche giornalisti o imprenditori. Inoltre, durante il periodo di Natale, ci siamo accorti che le vendite sono anche un mezzo per comunicare, per scambiarsi visioni, idee, suggerimenti. Molti di loro ci hanno segnalato oggetti “fatti bene” del proprio paese. È un rapporto dinamico e ci fa sentire parte di una grande rete di persone che hanno a cuore il design, la bellezza, le cose fatte bene.

Alcune delle pagine dedicate all’Antica Dolceria Bonajuto


Come si arriva al libro, e perché Corraini?

Il libro è arrivato in modo molto naturale: in questi due anni ci è capitato spesso di andare a visitare le aziende con cui collaboriamo ed è stato incredibile scoprire la quantità di oggetti interessanti che sono custoditi all’interno di queste fabbriche: praticamente un condensato della storia del design industriale del nostro Paese. Per questo, abbiamo pensato che sarebbe stato importante riuscire a mappare e a catalogare questo materiale, dandogli la giusta visibilità. Ne abbiamo parlato con le aziende, sottolineando l’importanza di rileggere il proprio patrimonio iconografico, ottenendo una straordinaria collaborazione da parte loro. Per quanto riguarda la casa editrice… beh, Corraini è da sempre uno dei nostri riferimenti assoluti.
Fattobene è nato pensando a Munari (di cui Corraini è editore, ndr) e alla sua idea di design anonimo. Così, parlando con Pietro Corraini – che ha curato la grafica insieme a Federica Ricci – il libro è venuto da sé, con grande semplicità, come capita quando si condividono valori di fondo.

Amerena Fabbri

Immagino che andando avanti nella ricerca del progetto tu abbia trovato degli oggetti e delle aziende che magari non conoscevi o conoscevi poco, di contro invece quali di queste aziende/oggetti facevano parte del tuo uso quotidiano e/o della tua memoria?

Sicuramente ci sono molti oggetti che hanno fatto parte della mia infanzia e che ancora oggi rappresentano delle madeleine. Basti pensare alla Coccoina, le Pastiglie Leone, l’Amarena Fabbri, le Crystal Ball o il gioco dei Chiodini… Ampliando il discorso, mi accorgo di quanto questi prodotti siano non solo per noi, ma per tutta la nostra comunità di riferimento, degli oggetti-icona: Fattobene è un modo per rileggere la nostra cultura materiale nel contesto contemporaneo e siamo molto orgogliosi di vedere quanti giovani studenti osservino questi oggetti come dei veri e propri “capolavori” di design da cui trarre ispirazione.

Pastiglie Leone

Guardando da dentro, dal tuo punto di vista esiste un filo comune che lega le storie di questi prodotti iconici o ogni storia ha delle sue peculiarità?

Sì, sicuramente: in particolare, direi che la maggior parte di questi prodotti sono accomunati dal fatto di essere nati nel secolo scorso da imprenditori brillanti, spesso visionari. Questa forza propulsiva, questa energia incontenibile è alla base della maggior parte delle storie che raccontiamo. Un’altra similitudine, è la straordinaria capacità di queste aziende di essersi sapute adattare ai grandi cambiamenti: basti pensare che la maggior parte di loro ha attraversato indenne due guerre mondiali!

Chiodini Quercetti

Come mai avete deciso di fare 4 copertine diverse?

Questa è stata una sorpresa che ha voluto farci Corraini. Per loro, ogni scelta fa parte della creazione del “carattere” di un certo volume. Così, per Fattobene hanno deciso di realizzare quattro copertine. E’ un modo ludico e totalmente libero di pensare all’editoria. Lavorare con loro ci ha permesso di osservare da vicino il modo meravigliosamente fresco con cui viene concepito un libro a partire dalla sua ideazione.

La cucitrice Zenith 548

Come diventa Archetipo un oggetto di uso quotidiano? E come lo sono diventati questi selezionati?

L’archetipo è la quintessenza di un oggetto: si tratta di un oggetto talmente ben progettato da saper resistere al tempo e alle mode.
Tutti gli oggetti di Fattobene hanno dato prova di saper superare la prova del tempo, diventando icone di design anonimo. Le persone li amano, come si ama qualcosa di familiare che si tramanda di generazione in generazione. E per questo li acquistano, permettendo a questi manufatti di continuare a vivere nella contemporaneità.
Inoltre, per noi la forza dell’archetipo è proprio questa: trasformare un sapone, uno spazzolino, un quaderno in strumenti di comunicazione talmente potenti da farci venire la voglia di approfondirne la storia.

Pubblicità storica de La Coccoina

Qual è stata la difficoltà maggiore nella realizzazione di questo libro?

Questo libro ci ha permesso di entrare in archivi straordinari. E’ stato come fare un tuffo in una macchina del tempo. Spesso ci siamo trovati di fronte a macchinari del secolo scorso, packaging e grafiche strepitosi. Avremmo voluto documentare tutto, ma per farlo ci sarebbe voluta un’enciclopedia. Quindi direi che la difficoltà maggiore è stata quella di distillare il cuore di un’azienda in una selezione limitata di immagini.

Mostra Fatto bene a Mantova presso la Galleria Corraini

Il progetto Fatto Bene è nato online, poi avete avuto un pop-up store al fuori salone, adesso un libro che è anche una mostra: qual è la prossima tappa?

La prossima tappa è un sogno che ho da parecchio tempo, ovvero quello di realizzare un negozio dedicato unicamente al made in Italy storico. Lo immagino come uno spazio a metà fra un museo e una casa della nostra cultura materiale. Un posto vivo, dove realizzare eventi e mostre sulle origini delle aziende, fare tavole rotonde e naturalmente offrire la possibilità di conoscere le storie degli oggetti che vendiamo. Il luogo, invece, è ancora top-secret.

 

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