FestiWall, Public Art Festival

Scritto da Antica Dolceria Bonajuto ,
il 13 dicembre 2017

FestiWall è il festival d’arte pubblica più a sud d’Europa. Per una settimana Ragusa si trasforma in un cantiere a cielo aperto dove i protagonisti sono gli artisti e i muri su cui lavorano.

 

Millo – Festiwall 2015

FestiWall è una delle realtà culturali più importanti della Sicilia: da tre anni “colora” Ragusa ospitando artisti di fama internazionale, creando un percorso visivo che permette la fruizione di luoghi “periferici” (non solo in senso fisico) attraverso nuove prospettive urbane, nuovi dialoghi architettonici. FestiWall è frutto di un lavoro di squadra come sempre accade quando dei piccoli miracoli vengono compiuti. Ad accendere la miccia i due direttori artistici Vincenzo Cascone e Antonio Sortino. Con loro abbiamo fatto una lunga chiacchierata per tracciare e intrecciare un po’ le fila del discorso, fermarsi per guardare al compiuto, in attesa della prossima edizione.

Guido Van Helten – Festiwall 2017

Partiamo dall’inizio, dalla genesi di FestiWall. La prima edizione è del 2015, ma quando inizia a formarsi l’idea di un festival festival d’arte pubblica, in che contesto?

Vincenzo Cascone /  Ci trovavamo spesso in quello che sarebbe diventato il quartier generale della prima edizione: il locale Primaclasse, gestito da Peppe Stracquadanio, un’officina di idee oltre che un locale molto frequentato, che per molti aspetti ha cambiato il modo di concepire lo svago dei ragusani. Si parlava di un progetto che sarebbe dovuto nascere in collaborazione con la galleria Ritmo di Catania che poi sfumò, ma nell’approccio si consolidò in noi la certezza di poter traghettare questa forma d’arte a Ragusa. Quella prima edizione fu la più complessa da un punto di vista organizzativo.

Nella ricerca delle liberatorie molte furono le porte sbattute in faccia dai proprietari degli immobili scelti per collocare le opere degli artisti. La cosa paradossale a conclusione della manifestazione fu che qualche politico dell’opposizione avanzò dei dubbi sul criterio di scelta dei muri, come se avessimo voluto favorire non so quali parenti legati all’amministrazione. In realtà, non solo avevamo ricevuto rifiuti categorici, ma ai polemisti sfuggiva completamente che la collocazione era stata frutto di una precisa analisi urbanistica dell’area di intervento.

Antonio Sortino /  Il cambiamento da festival di street art a festival d’arte pubblica è avvenuto durante l’organizzazione della seconda edizione. E a dire il vero non c’è una sola motivazione, ma principalmente FestiWall è un festival d’arte pubblica perché si relaziona con la comunità in maniera propositiva, e anche se la direzione artistica estremamente libera, lavoriamo con finanziamenti pubblici mettendo in relazione il pubblico e il privato. La street art in quanto tale è spontanea e non istituzionalizzata pertanto se pur con tanti punti in comune, tale definizione non si addice al nostro festival

Evoca – Festiwall – 2017

Quanto è stato ed è difficile realizzare Festiwall in una realtà come Ragusa?

Vincenzo /  In realtà quello che potrebbe apparire un limite, di essere cioè molto isolati rispetto al circuito delle grandi città europee, diventa per Fetiwall una grande opportunità di lancio. Come se in una dimensione ridotta le opere degli artisti fossero fruite in maniera più intensa dagli stessi abitanti che con grande curiosità si approcciano all’opera di questi grandi artisti.

Antonio / Organizzare FestiWall ha Ragusa ha i suoi pro ed i suoi contro, indubbiamente essendo una città piccola riusciamo ad avere sotto controllo alcuni aspetti che in una metropoli sarebbero molto piu difficili da gestire dall’altro lato la città soffre di un isolamento geografico e infrastrutturale rilevante e la ricettività del pubblico ad alcune scelte è minore. I primi anni era molto difficile ottenere muri privati vuoi per scetticismo o per mancanza di conoscenza sull’argomento oggi una delle principali critica è rappresentata dal canalizzare finanziamenti di sponsor nazionali e internazionali in una provincia cosi periferica del territorio italiano

Daniel Eime – Festiwall – 2017

Esisteva allora ed esiste ora una scena “ragusana” di street artisti?

Vincenzo / Per quanto mi riguarda ho conosciuto l’arte murale soprattutto a Roma. Non ho visto gran che in passato, ma in fondo è un’arte che non ha una collocazione, un luogo ben definito in base alla sua origine. C’è un certo nomadismo in questi artisti che fa si che non ci sia la necessità di avere un luogo di origine ben definito, spesso il loro stile si ibrida con altre culture. Possiamo immaginare una scuola italiana, una spagnola, una statunitense o australiana o portoghese, ma sinceramente a vincere penso sia l’approccio individuale al muro.

Antonio / Esisteva molti anni fa, poi i portabandiera della scena sono rimasti in due (contati) poi uno… oggi sembra essere tornato un fermento tra i giovanissimi e sono apparse alcune tag in giro, questo ci fa pensare che ci sia una generazione che sta iniziando a sperimentare l’argomento, speriamo cresca e maturi sviluppando un linguaggio artistico che non limiti ad un paio di uscite in notturna.

 

Hyuro – Festiwall – 2016

 

Il festival è soprattutto fatto dai 5 artisti che in quella settimana dipingono i muri, ma cosa ruota intorno a loro?

Vincenzo / L’idea del festival è proprio quella di affiancare ai cantieri i momenti di socializzazione e approfondimento. L’idea portante dell’arte pubblica penso sia quella della condivisione, realizzata e più o meno compresa da tutti sui muri della città ma soprattutto ascoltando un gruppo musicale, approfondendo tematiche specifiche o frequentando i workshop che ogni anno organizziamo per i partecipanti.

Antonio  / La mission del festival è quella di portare un fermento culturale a 360 gradi, i muri sono dei vettori fondamentali per la cosa. In una città abbastanza spoglia di eventi abbiamo pensato che limitare il festival ai soli muri sarebbe stata un occasione persa, pertanto ogni edizione cresce in numero di eventi permettendoci anche di sperimentare performance artistiche differenti, per esempio quest’anno abbiamo uno degli eventi piu seguiti, da giovani e meno giovani è stato il contest di slam poetry.

 

Gue – Festiwall – 2017

 

Parliamo un po’ della risposta che avete avuto come organizzatori: da parte degli artisti coinvolti, della gente che è venuta e soprattutto degli abitanti delle zone limitrofe ai muri.

Vincenzo / Torniamo al privilegio di essere un piccolo centro e di avere la fortuna di essere in Sicilia. Gli artisti coinvolti sentono molto il calore della gente, apprezzano le condizioni climatiche, si lasciano sedurre dal buon cibo. Si crea una forte empatia fra il cittadino e l’artista il festival in questo caso fa da cornice, devi solo monitorare che tutto vada bene. Spesso i proprietari delle facciate vogliono ringraziare direttamente l’artista che lavora invitandolo a cena o organizzando un rinfresco. Sono segnali di grande rispetto e gratitudine reciproca.

Antonio / Ogni edizione riesce a creare dei legami di amicizia e stima tanto con gli artisti quanto con i proprietari degli stabili o gli abitanti del quartiere. Gli amici in giro per il mondo crescono anno dopo anno, con molti artisti ci confrontiamo anche in fase organizzativa e con altri di loro ci si incontra spesso. Lo stesso vale per la comunità su cui impatta il festival, nei giorni vivi della manifestazione siamo praticamente in casa delle persone che ci supportano in tutti i modi con una gentilezza incredibile, sono momenti molto molto belli da vivere.

Pixel Pancho – FestiWall – 2017

Esiste la possibilità di avere dei tour dei muri in periodi diversi dal festival?

Vincenzo / Serve una pianificazione istituzionale in questo caso. Serve cioé formare una serie di operatori che possano gestire le opere inquadrandole nel giusto contesto artistico e gli interventi da un punto di vista urbanistico. Sicuramente alla chiusura del progetto complessivo sarà qualcosa su cui poter ragionare in termini di valorizzazione, manutenzione, veicolazione di un patrimonio artistico sulla falsa riga del patrimonio artistico legato al tardo barocco ibleo.

Antonio / Quest’anno con i volontari del festival e grazie al supporto di Cityzen, un servizio di bike sharing ragusano, abbiamo organizzato dei giri guidati. Al di la di ogni aspettativa le visite erano sempre piene e la gente ha molto apprezzato la cosa.

Zoerism – FestiWall – 2017

 

Siete partiti dalla periferia, diciamo per arrivare al centro storico, l’anno prossimo arriverete a Ibla? E in generale su cosa state ragionando per la prossima edizione?

Vincenzo / Siamo partiti dal quartiere Sud, poi siamo andati in periferia, poi in centro (nuova periferia nell’immaginario ragusano) e l’anno prossimo pensiamo di “mappare” ulteriormente con nuove opere un nuovo quartiere della città. L’aspetto modulare del festival descrive anno per anno una storia e un’identità specifica di un’area urbana, questo processo avrà sicuramente una conclusione, ma, nel frattempo, il festival avrà segnato e raccontato la città in maniera se non indelebile per lo meno alternativa.

Antonio / Ibla ha un identità fortissima, è non crediamo sia un’area su cui il festival debba focalizzarsi. Abbiamo gia in progetto l’intero ciclo di FestiWall e le prossime edizioni e le aree sui cui andremo ad intervenire per completare la mappatura della città, al momento è in cantiere la prossima ma abbiamo una visione d’insieme molto ampia.

Fintan Magee – FestiWall – 2016

FestiWall è a tutti gli effetti un evento con un respiro internazionale, che tipo di copertura mediatica avete ricevuto?

Vincenzo / Siamo molto seguiti dalle più importanti testate internazionali di street art. Questo dipende molto dalle scelte artistiche che ogni hanno vagliamo con grande accuratezza. Riceviamo sempre grandi apprezzamenti per le line up e di conseguenza le testate (Instagrafite, Street art News, Juxstapoz) sono molto interessati ad una manifestazione che integra i migliori nomi della street art mondiale ad un progetto cosi specifico sul tessuto urbano locale.

Antonio / La terza edizione piu che mai ha confermato la cosa, quest’anno abbiamo avuto il piacere di ospitare referenti di testate internazionali come Juxtapoz o Instagrafite che hanno fatto un take over di tutto il festival oltre che Vinny Cornelli, un fotografo newyorkese che sta girando tutti i festival del mondo portando avanti da tre anni un progetto mastodontico di street art e arte pubblica che porterà avanti ancora per diversi anni. In generale i muri di questa edizione hanno ricevuto un grande riconoscimento globale.

Natalia Rak – FestiWall – 2015

Se doveste pensare al momento più bello e a quello più “duro” di queste tre edizioni, cosa ci raccontereste?

Vincenzo / Il più brutto è il senso di smarrimento che mi investe quando ogni anno ci chiedono: “Chi ha vinto?”, come se la collocazione delle opere debba essere vista sempre in chiave competitiva, umilia le opere degli artisti e degli organizzatori, oltre a tradire lo spirito di grande rispetto reciproco fra gli artisti e degli artisti con la città. Quello più bello forse è stato la gioia e la collaborazione riscontrata durante il cantiere di Guido Van Helten fatto su un prospetto di una scuola con protagonisti gli stessi ragazzi che studiano in quell’edificio. C’era una grande simbiosi fra l’ambiente dei ragazzi che vivevano tutto il giorno quell’area e il soggetto ripreso. Il giorno della chiusura del cantiere hanno organizzato una festa con Dj per salutare Guido.

Antonio / Sono tantissimi sia da un lato che dall’altro, posso dire con certezza che il momento peggiore è legato al mio trasferimento a Milano per lavoro, ed il dover ‘affrontare le difficolta a distanza, lontano dal territorio in un momento in cui servirebbe molto più supporto. Le emozioni che regala il festival sono tantissime, ma se devo pensare ad un solo momento in particolare, direi il tempo passato a scherzare con i ragazzi del quartiere Selvaggio, abbiamo passato con loro tre settimane ed è stato bellissimo quando Fintan Magee ha voluto regalare ad uno dei piu piccoli un set di colori, matite e album da disegno.

Moneyless – FestiWall – 2015
Lacurci – FestiWall – 2017

 

Satone – FestiWall – 2017

 

DULK – FESTIWALL – 2017

 

Head Quarter FestivWall – 2017

 

Dulk, Antonio Sortino, Vincenzo Cascone

Crediti fotografici: Marcello Bocchieri / FestiWall

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