Mario Mele: “Io amo la Sicilia”

Scritto da Antica Dolceria Bonajuto ,
il 25 giugno 2018

Mario Mele a.k.a. Marius Mele è nato a Salerno 32 anni fa, vive in Umbria dove ha sede la sua società NOOR (che vuol dire “luce” in arabo). Lui è l’autore di un fortunato, e soprattutto emozionante, video sulla Sicilia pubblicato nel 2016 che ha superato abbondantemente le 500.000 visualizzazioni su Vimeo ed è stato ripreso da numerosi media in giro per il mondo e ha avuto il merito di trasmettere in poco tempo la complessità di una terra unica come la nostra.

 

“Sono un regista di video commerciali, montatore, produttore e anche fotografo, quello che in America chiamano “Preditor” (producer-director-editor). Ho iniziato la mia carriera lavorativa come chimico di laboratorio di analisi per un progetto di studio del genoma mutante e poi un giorno ho letto un detto Zen che mi ha fatto molto riflettere: “Chi è maestro nell’arte di vivere distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero, … Persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando. Lui, pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.” Così ho iniziato a ragionare su cosa potesse essere l’oggetto del mio gioco/lavoro; avevo tutto chiaro, quando tenevo la macchina fotografica tra le mani mi sentivo libero come se stessi giocando, e che quindi sarei diventato un fotografo.”

 

Strombolicchio (Stromboli)

Il tuo legame con la Sicilia sembra andare oltre un fugace rapporto di lavoro

“Io amo la Sicilia. Amo la Sicilia perché la prima foto della mia vita l’ho scattata da bambino, in viaggio con mio padre a Taormina. Amo la Sicilia perché lì ho trascorso tutte le mie vacanze con gli amici. Amo la Sicilia perché quando col mio amico Michele parlavamo di filosofia seduti davanti al fuoco, c’era sempre il cioccolato Bonajuto (nei gusti classici Vaniglia e Cannella). Perché la Sicilia è al centro del Mediterraneo e delle sue storie, e in Sicilia il mare ti parla, ti racconta e ti intrappola protagonista di una nuova antica avventura.”

Come un’onda che ti travolge sulla spiaggia, ti fa male per quanto è fresca, forte e profumata, e deve lasciare un senso di incompletezza perché della Sicilia non puoi comprendere tutto, continuerà a sorprenderti

Cefalù (Palermo)

Com’è nata l’idea di realizzare un video che raccontasse velocemente tutta la sua bellezza?

“Un giorno, nel 2015, mi chiamano da Londra per propormi di realizzare un video sulla Sicilia. Il brief è molto semplice: “Raccontare la Sicilia agli inglesi in un paio di minuti”. Non posso perdere questa occasione, volo a Londra per incontrare i vertici della Sicily International LTD. Incontro Joe Ricotta, vede i miei lavori e dopo pochi minuti mi conferma l’accordo. Inizia un intenso lavoro di ricerca e a luglio parto per Palermo con le idee chiare di come doveva essere questo video: un’onda che ti travolge sulla spiaggia, ti fa male per quanto è fresca, forte e profumata, e deve lasciare un senso di incompletezza perché della Sicilia non puoi comprendere tutto, continuerà sempre a sorprenderti.”

Tonnara di Scopello (Trapani)

Da dove hai iniziato a filmare?

“Sbarco a Palermo la mattina presto, è il giorno della festa di Santa Rosalia, le prime riprese le faccio sul monte Pellegrino e poi mi immergo nella città, stretto tra la folla del “festino”, continuo a filmare fino alle 4 del mattino, ricordo il mio assistente che mi disse: “Non ho mai conosciuto veramente la stanchezza prima di oggi”. Seguiranno 100 giorni di riprese, più di 15.000 km in auto, e molte granite e arancini. Il viaggio della vita, a filmare luoghi meravigliosi, e dove ho incontrato delle persone splendide: i siciliani. Non posso dimenticare quando alle 5 di mattina sono andato a Caccamo per vedere come si fa la ricotta sul fuoco a legna (e ho mangiato la Zabbinata) e la sera stessa ero a Lampedusa ad ammirare il tramonto alla Baia dei Conigli. E proprio a Lampedusa ho conosciuto personaggi mitici come Zio Mimmo e Peppe Top, e mentre ero al porto a salutarli ho incontrato Enzo Partinico che mi ha detto: Non puoi partire da qui se non vieni a mangiare la pasta con la cernia a casa mia!” “Ne sarei lieto, ma ho l’aereo domani” gli risposi, “Che problema c’è, chiamo all’aeroporto e sposto il volo”. La pasta, e soprattutto la compagnia, fu memorabile. Nel mio viaggio non poteva certo mancare una tappa a Modica nella vostra Dolceria; vedere la lavorazione del cioccolato e gli Mpanatigghi, ma anche per farne una scorta personale.

Acutezza (Catania)

Il tuo video continua a raccontare la Sicilia perché disponibile in rete, e probabilmente continuerà a farlo ancora per molto.  Te la senti di consigliare qualche meta tra quelle meno battute ma che ti hanno sorpreso maggiormente?

Posso dire di aver avuto delle sorprese quando sono giunto al parco dei megaliti dell’Argimusco, vicino Montalbano Elicona; a Capo Milazzo dove i vigneti si tuffano nel mare e il faro illumina la notte; il tramonto più bello l’ho visto a Cala Rossa a Terrasini (è la prima immagine del video); il parco delle Madonie che in primavera è più verde dei prati d’Irlanda; i riti ortodossi per la Pasqua alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (Martorana) a Palermo, la chiesa ovale di San Giovanni a Scicli, guardare le isole Egadi da Tangi (Trapani); oppure quando sono salito a Maroccoli ricordo la vista mozzafiato sul Lago Arancio di Sambuca; e poi Lampedusa con i suoi pescatori. Infine quando sono per caso sono giunto a Favara ed ho scoperto Farm Cultural Park e le “paste Elena”.

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