Sciaranuova Festival, il teatro è in vigna sull’Etna

Scritto da Rocco Rossitto ,
il 29 Luglio 2017

– Cerco fiabe nuove
– Di fiabe nuove s’è perso il seme

 

C’è una nave scomposta sul palcoscenico del teatro in vigna della terza edizione dello Sciaranuova festival.  A bordo ci sono 2 pirati e mezzo che proprio pirati pirati non sono. Sono due “piratesse” un po’ fuori di testa e una pirata “nica” (che vuol dire “picciridda” piccolina, bambina, “nicaredda”) e poi c’è pure un uccello del malaugurio che canta, canticchia e un poco straparla.

Uno scenario ideale in cui le storie della terra si intrecciano con quelle del mare.

Il palco dello Sciaranuova Festival

Poi c’è il pubblico divertito che ascolta, applaude, tiene il tempo quando necessario. Insieme a loro c’è un albero in mezzo al palco, è lì da decenni e forse anche più e mica lo potevano tagliare, perché lo spazio è quello dei terrazzamenti sull’Etna versante nord, territorio di Passopisciaro, un teatro naturale, un teatro in vigna. Uno scenario ideale in cui le storie della terra si intrecciano con quelle del mare. Un’Etna rupestre e silenziosa, immersa nei vigneti. Qui Planeta dal 2008 ha avviato la sua produzione di Nerello e Carricante e dal 2012 anche la cantina. A Sciaranuova ha ristrutturato le antiche abitazioni che creano una corte che ha accolto il pubblico che ha potuto conviviare sorseggiando i vini Planeta e attendere che il tramonto si compisse e tutte le sfumature di rosso si riflettessero sulle vigne e sulla roccia lavica dell’Etna e che il buio calasse in scena per poter dar inizio allo spettacolo.

Sul palco si muove, si agita, con una sicilianità impastata, smaccatamente palermitana, sonora e tormentata, di un tormento che genera risate e leggerezza.

Paola Pace

Paola Pace, che del festival è anche la direttrice artistica, porta in scena una prima nazionale prodotta proprio da e per il festival: “TRE-PI – LE FIABE ATROCI DI PALERMO“. Lo spettacolo lo ha scritto dopo aver “incontrato” le favole di Giuseppe Pitrè. Sul palco si muove, si agita, con una sicilianità impastata, smaccatamente palermitana, sonora e tormentata, di un tormento che genera risate e leggerezza. Con lei, l’altra piratessa è Maria Teresa de Sanctis che tiene la scena con una interpretazione piena senza risparmio, con la sicurezza di chi ha l’esperienza dalla sua. La picciridda poi, Sara Savona figlia di Marcello Savona che è in scena come uccello canterino e ha curato le musiche dello spettacolo, è una piccola chicca senza sbavature e insicurezze.

L’idea di portare il teatro tra le vigne ha di per se una carica emotiva molto forte, ma resterebbe solo una buona intuizione senza la sostanza di ciò che va in scena.

Maria Teresa de Santis

Per circa un’ora il viaggio scorre creando uno spazio magico dentro cui ci si trova a proprio agio: l’idea di portare il teatro tra le vigne ha di per se una carica emotiva molto forte, ma resterebbe solo una buona intuizione senza la sostanza di ciò che va in scena. Il pubblico risponde bene e le presenze, per questa prima, sono in aumento rispetto alle passate edizioni, come è normale che sia quando un progetto viene ben pensato e messo in pratica ancora meglio. Non è scontato, è bene sottolinearlo in questi tempi.

La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi (Gianni Rodari)

L’applauso finale non è di rito, è sentito e partecipato e va certamente agli attori, all’autrice e alla regista e soprattutto a chi ha reso possibile Sciaranuova Festival che continuerà stasera (29 luglio) con IFIGENIA IN CARDIFF, un monologo del drammaturgo inglese Gary Owen con Roberta Caronia e la regia di Valter Molasti. Il 4 agosto andrà in scena NUNZIO di Spiro Scimone con Francesco Sframeli e Spiro Scimone e la regia di Carlo Cecchi. Infine il MARI di Tino Caspanello con Cinzia Muscolino e Tino Campanello. Fuori programma, ma neanche tanto a dire il vero, il 2 agosto, dalle 9 alle 13, grazie alla collaborazione con la scuola Teatroimpulso, il Teatro in Vigna ospiterà un workshop teatrale sull’improvvisazione e alle 19.30 porterà in scena uno spettacolo gratuito.

Gianni Rodari scrisse che “La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi” e questa di Sciaranuova festival è una fiaba di ipotesi diventata una bella realtà.

Sara Savona

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