S’ignora. Intervista a Giovanni Caccamo e Giovanni Robustelli

Scritto da Rocco Rossitto ,
il 19 Giugno 2017

S’ignora è un dialogo tra musica e pittura che vede protagonisti il cantautore Giovanni Caccamo e l’artista Giovanni Robustelli. Siciliani, entrambi della provincia di Ragusa, propongono un viaggio in dieci tappe in luoghi d’arte dove musica e pittura si incontrano per camminare insieme, in una esperienza policromatica e sinestetica, con continui rimandi, legami, connessioni. Il progetto è promosso dal Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Fiat è sponsor ed è patrocinato dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. L’obiettivo dichiarato è quello di  “accendere un faro sulla “bellezza nascosta” riportando alla luce meraviglie, armonie, scorci, dettagli oggi spesso ignorati“.

Il tour, partito lo scorso 21 aprile da Palazzo Spinola a Genova è proseguito ad Alberello (Bari), ad Aosta, Torino e a Siracusa in un suggestivo concerto in piazza Duomo. E in Sicilia, proprio a Modica ci sarà, il prossimo 28 giugno, un fuori programma con una tappa aggiuntiva, presso la chiesa di San Pietro. Il progetto proseguirà il 29 a Carpi, il 15 luglio ad Agropoli, il 27 a Lerici, il 28 a San Gimignano.

Sul palco da un lato Giovanni Caccamo piano e voce e dall’altro Giovanni Robustelli con una grande tela e i suoi colori, danno vita ad una performance molto intensa e suggestiva. Con loro, in vista della tappa di Modica, abbiamo scambiato quattro chiacchiere per farci raccontare del progetto e di come sta andando fino ad adesso.

Giovanni Caccamo e Giovanni Robustelli – Palazzo Spinola, Genova

Ci raccontate dal vostro punto di vista il progetto S’ignora, come nasce e quali suggestioni vi sta lasciando?

CACCAMO – L’idea del progetto è nata nel laboratorio di Giovanni Robustelli. Ci lega una forte amicizia e spesso ci incontriamo per scambiarci idee, opinioni di varia natura ed unire la nostra arte. S’ignora nasce dalla voglia di riportarci a una dimensione umana, fatta di bellezza, condivisione e armonia. Spesso ci siamo ritrovati nel suo studio e tra una nota e una pennellata di colore abbiamo percepito una magia ed un’armonia indescrivibili. Il progetto è stato proposto e subito ben accolto con grande entusiasmo da FIAT che, insieme al contributo di Unesco Giovani, ha reso possibile questo ambizioso viaggio tra musica ed arte. Protagoniste di S’ignora, le 10 città italiane che ospitano il tour; luoghi per lo più patrimonio UNESCO, che custodiscono alcune, tra le tante, bellezze del nostro Paese. Stiamo vivendo un periodo storico molto delicato, segnato da eventi drammatici e pieni di sofferenza. S’Ignora pone attenzione ai valori umani e alla bellezza che, nonostante tutto, riesce ancora a regalare speranza.

ROBUSTELLI – S’ignora è la volontà, da parte di due fraterni amici, di voler sperimentare in maniera sistematica questa esperienza sin-estetica, dove l’emotività di una nota diventa colore e dove un segno ispira un’armonia. Il dialogo che così si sviluppa sul palcoscenico è una maturazione sul linguaggio, sulla tecnica e sulla coscienza di un “significante” che va al di là delle cose visibili. Gli scenari storici che ci accolgono, la loro bellezza architettonica e artistica, fanno si che il tempo e lo spazio si definiscano secondo regole altre a quelle del nostro quotidiano contemporaneo, invitando noi stessi e il pubblico a un ritmo e un equilibrio a cui non siamo così abituati. Tutto risuona secondo le regole dell’abbandono, in cui ci si perde volentieri nell’inusuale.

Gli scenari storici che ci accolgono, la loro bellezza architettonica e artistica, fanno si che il tempo e lo spazio si definiscano secondo regole altre a quelle del nostro quotidiano contemporaneo, invitando noi stessi e il pubblico a un ritmo e un equilibrio a cui non siamo così abituati.

Quali dei luoghi dove avete suonato e dipinto vi ha più sorpreso?

CACCAMO – Ogni luogo è una scoperta. Il progetto artistico cambia in ogni data; infatti ad ogni tappa la mia scaletta varia a seconda delle emozioni che il luogo mi trasmette e al tempo stesso, ogni opera di Giovanni Robustelli risulta in continuo divenire. In ognuna di queste tappe, mi rendo conto, sempre più, di quanto sia prezioso per noi, il poter vivere in un paese che ci offre cosi tanta bellezza, non solo artistica, ma anche umana e musicale.

ROBUSTELLI – Ogni sito UNESCO è una storia unica, un incredibile intreccio di storia, personaggi e necessità da cui scaturisce un monumento che, appunto, diventa monito di una civiltà che vuole comunicare qualcosa. Per questo motivo, io che mi ritengo sensibile alla storia artistica, ogni volta che arrivo in un sito UNESCO ne rimango rapito e affascinato e quindi non saprei proprio scegliere tra un luogo ed un altro. Genova posso menzionarla, tra gli altri luoghi, perché proprio in quella città ho ritrovato i ricordi e le emozioni della mia vita universitaria e non solo.
Una grande emozione poi aver avuto la possibilità di potermi immergere empaticamente e artisticamente in uno dei luoghi, a mio parere, più emblematici della Sicilia. In quella piazza esiste una sedimentazione visibile di culture che si sono succedute in più di 2500 anni che è il Duomo. Da Minerva a Santa Lucia, dalle colonne doriche a quelle barocche, quello spazio è stato il luogo in cui una donna era venerata e accolta dal popolo come un punto di riferimento di bellezza e spiritualità.

Ci raccontate il momento più emozionante fino ad adesso? 

CACCAMO –  I momenti più belli sono quelli in cui vedo il pubblico emozionarsi; i momenti in cui si crea piena empatia tra me e Giovanni. Ogni tappa è unica e preziosa. Ogni tappa, per noi, è un regalo inestimabile.

ROBUSTELLI – Posso dire che questo tour è un treno di emozioni. Il contatto con questo tipo di pubblico che per me, in confronto a Giovanni Caccamo, si tratta di una novità rispetto al pubblico delle gallerie d’arte. Ti fanno sentire un calore e nello stesso tempo un’attenzione senza filtri, diretta e sincera; la scoperta del luogo e della sua storia artistica; ma soprattutto per me è una grande emozione poter salire sul palco con un amico e poter condividere insieme la nostra passione per l’arte e il proprio lavoro. Ogni tappa del tour è così, ogni volta che salgo sul palcoscenico mi lascio andare alla commozione, tanto il pubblico non mi vede perché gli volto le spalle!

I momenti più belli sono quelli in cui vedo il pubblico emozionarsi; i momenti in cui si crea piena empatia tra me e Giovanni.

Una qualità dell’altro che vi ha colpito durante i live

CACCAMO – La sua sensibilità, la sua dedizione all’arte. Il primo contatto che ho avuto con lui è stato proprio un contatto artistico. Ho la casa piena dei suoi quadri; riesce a trasformare le energie dell’aria, i miti, le storie, in pennellate, colori, forme, armonie in modo unico ed identitario. Lo trovo un artista eccezionale.

ROBUSTELLI – Giovanni si è soltanto confermato su tutte le qualità che conoscevo o che sospettavo: determinazione e costanza, umiltà e creatività, emozione e tecnica. Frequentare Giovanni e avere la fortuna di poter condividere con lui queste esperienze e la sua amicizia è un dono di cui ne sarò riconoscente a vita.

Infine una domanda che ci riguarda, perché voi due siete due grandi amici dell’Antica Dolceria Bonajuto e quindi non vi potrete sottrarre. Se doveste scegliere un solo gusto del nostro cioccolato, quale scegliereste?

CACCAMO – Cioccolato di Modica Classico. Nei momenti di malinconia o di creatività il cioccolato di modica Bonajuto è il mio segreto per accendere la luce del buon umore, delle idee.

ROBUSTELLI – Scelgo la classica tavoletta di cioccolato alla cannella per diversi motivi: mi piace l’incarto rosso e tradizionale che racconta la storia di Bonajuto;  adoro i gusti semplici e diretti dove la qualità è esplicitamente evidente; per natura mi piace sempre attorniarmi dell’essenziale, così da avere la base e quindi la possibilità di andare “oltre” con la mia fantasia e i miei desideri. Quando avevo cinque anni e stavo intere giornate a disegnare nella mia stanza, o sul tavolo di cucina (con mia nonna che mi scongiurava di non sporcare nulla), tra un disegno e un altro facevo pausa gustando della cioccolata al latte, come chi fuma una sigaretta nella tregua tra una cosa ed un’altra. Quelle pause in cui desideravo di diventare un artista oggi hanno il ricordo del cioccolato.

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