SUD.

Scritto da Antica Dolceria Bonajuto,
il 08 dicembre 2017

Mi chiamo Vito Maria Grattacaso, sono nato ad Avellino e cresciuto in provincia di Salerno ed ho 25 anni. Sono laureato in Economia, valorizzazione, gestione del patrimonio turistico, laurea binazionale creata in collaborazione tra l’Università di Salerno e tra l’Université Paris Nanterre, dove ho studiato un anno. Tornato da Parigi ho continuato il mio percorso di studi a Milano, partecipando ad un master tra Università Cattolica e POLI.design in Progettazione Culturale. Oggi vivo a Milano e lavoro nel team Publishing di LUZ, una Brand Publishing Agency.

La copertina del primo numero di Sud.

Vito quest’estate è venuto a trovarci in Dolceria, voleva conoscere la nostra storia, voleva raccontarla. Così siamo finiti nel primo numero di SUD | DISCOVERING BEAUTY IN SOUTH ITALY, che è andato subito sold out. A distanza di qualche mese c’è venuta voglia di scambiare quattro chiacchiere con lui.

Non mi interessa quel genere di fotografia dove si ricerca la perfezione, dove si parla intere ore di aspetti tecnici

Vito, partiamo dal tuo rapporto con la fotografia

Ho iniziato a fare foto intorno ai sedici anni, in una fase di quasi maturità adolescenziale, quando sentivo l’esigenza di dover fermare alcuni momenti. Oggi scatto con due Canon, una 5D MK3 ed una 6D, una Rollei Rolleiflex del 1948 e tante Polaroid.

Dal profilo Instagram @vitomariag

Quanto contano gli strumenti dal tuo punto di vista?

Penso che le macchine siano importanti ma fino a un certo punto, non mi interessa quel genere di fotografia dove si ricerca la perfezione, dove si parla intere ore di aspetti tecnici. Per me conta il messaggio, se hai qualcosa da comunicare e se sai farlo nel tempo ed in maniera condivisa. La fotografia è il mezzo più diretto per raccontare e raccontarsi. Andrò controcorrente ma a me oggi fa piacere che ci siano cinque miliardi di fotografi (perché ormai tutti siamo fotografi o non lo siamo, chissà). La democratizzazione della fotografia ha fatto si che essa smettesse di esistere, oggi la fotografia è diventata cultura, ciò che è chi scatta.

Instagram?

Instagram mi piace molto, è la piattaforma più completa, è il social che oggi offre più opportunità e sta cambiando il modo in cui pensiamo, ci spostiamo e facciamo turismo.
Instagram mi piace perché ci permette di filtrare il messaggio, non ci impone niente, decidiamo noi come e cosa seguire quindi decidiamo noi l’informazione che vogliamo avere. Instagram può fagocitare il “messaggio” questo è in parte vero, ma penso che come social si stia molto evolvendo e diventerà nel tempo sempre più importante il contenuto/messaggio e meno l’immagine a cui siamo ormai assuefatti. Per quanto riguarda me, cerco di essere costante in quello che faccio e le foto non hanno necessariamente legami tra loro, per me Instagram è un po’ una moleskine, un diario dove prendere appunti ed è anche divertente rivedersi e capire come si cresce nel tempo. Non posto solo belle foto, cioè il concetto di bello mi interessa solo fino ad un certo punto, mi basta che quell’immagine emozioni prima di tutto me e poi altri.

La fotografia è il mezzo più diretto per raccontare e raccontarsi.

Se ti chiedessimo un fotografo importante italiano e uno straniero, che ci risponderesti?

Fotografo italiano: Ferdinando Scianna, per il talento e la capacita di imprimere gli scatti di un sentimento mai troppo scontato e mai troppo popolare. Fotografo straniero: Martin Parr, per raccontarci per ciò che siamo.

Dal profilo Instagram @vitomariag

Andiamo a Sud, raccontaci la genesi di questo magazine di carta

SUD. nasce in Europa, durante un po’ di viaggi in posti freddi ma non troppo, tra cui Berlino e Copenaghen e dall’osservazione del lavoro di grafici e designer locali. L’idea di base è appunto quella di portare quell’estetica in una pubblicazione riguardante il Sud Italia abbinando naturalmente realtà che avessero un forte legame con il territorio e che creassero eccellenza. Più che un giornale si tratta di un libro fotografico con la struttura di un magazine quindi non ci siamo dati scadenze o vincoli, ma al momento stiamo pensando e lavorando ad una serie di progetti collaterali.

SUD. nasce in Europa, durante un po’ di viaggi in posti freddi ma non troppo

Hai fatto tutto da solo?

Nell’ideazione ho collaborato con Francesca Morrone che si è occupata della parte relativa al Brand ed ha lavorato con me nella definizione dell’immagine. La realizzazione del primo numero ha previsto la collaborazione di sette persone e diversi autori, ed è stato ideato e creato in cinque mesi. La diffusione è stata solo on-line, si poteva acquistare nell’area shop del sito.

Dal profilo Instagram @vitomariag

Quando potremo avere tra le mani il secondo numero di SUD.?

Al momento non stiamo pensando ad un secondo numero, per ora siamo tutti impegnati in progetti personali, ma non escludiamo la possibilità di una seconda uscita futura. Sicuramente SUD. si è rivelata un’idea piena di potenzialità quindi non escludiamo una serie di prodotti affini alla pubblicazione come possono essere ad esempio delle guide.

Finiamo come sempre con un po’ di cioccolato…

Amo il cioccolato e in particolar modo amo Bonajuto per la qualità che produce ed il forte legame territoriale. Ho provato quasi tutti i vostri gusti gusti (ride, ndr) e il mio preferito resta il classico 90% (per la purezza e bilanciamento del gusto) e la variante aromatizzata al limone.

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