Zazie, libreria ‘squeta’ a Modica
Da qualche mese al civico 269 di Corso Umberto I a Modica c’è una nuova libreria. Si chiama Zazie e Paola Contino è l’artefice dietro e davanti questo progetto. Classe 1980 è nata a Modica e si è laureata in Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma. Ha poi ho conseguito un Corso di Alta specializzazione in Eventi Museali e uno in Editoria e Comunicazione.
“Ripensando agli ultimi sedici anni della mia vita – ci racconta – mi rendo conto che Zazie è il risultato di una serie di fortunati eventi e incontri, tutti strettamenti collegati fra loro e comune denominatore la Fotografia.”

Paola, allora partiamo proprio da qui, da questo risultato. Perché Zazie e perché ‘squeta’?
Il nome Zazie deriva dal libro “Zazie nel metró” di Raymond Queneau del 1959. La piccola Zazie è la protagonista del romanzo, una bambina che sfugge al controllo dello zio Gabriel (ballerina in tutù in un locale gay) e corre per le strade di Parigi all’inseguimento di bizzarri e grotteschi personaggi. Lei è divertente, insolente, ribelle, cocciuta, irriverente, non accetta i no e le imposizioni degli adulti. Attributi che il nostro dialetto riesce a sintetizzare nella parola “squeta”.

Prima ci dicevi che la fotografia è il comune denominatore degli ultimi 16 anni della tua vita, spiegaci meglio…
Ho cominciato a lavorare nell’ambito fotografico nel 2006 al fianco della fotografa Donata Pizzi, in qualità di assistente all’organizzazione e alla progettazione delle sue mostre in Italia e all’estero. Una collaborazione mai interrotta che continua ancora oggi, dopo 16 anni, all’interno della Collezione Donata Pizzi.
Parallelamente ho lavorato come ufficio stampa per Postcart edizioni di Roma, casa editrice specializzata in libri fotografici, che oltre all’esperienza di crescita professionale, mi ha fatto conoscere Giammaria De Gasperis, collega in Postcart e in seguito amico e “partner in crime” per 2 mostre per me molto importanti: insieme abbiamo curato “Five Horizons”, la prima mostra fotografica ufficiale sulla storia dei Pearl Jam all’Auditorium Parco della Musica a Roma e “Contatti. Provini d’autore” a Modica, prodotta da Ctrl Art Canc, associazione fondata con Irene Pluchino nel 2012, appena decisi di rientrare a Modica.
Un’esperienza importante a Modica è stata sicuramente la mostra fotografica “My Dakota” di Rebecca Norris Webb a Palazzo De Leva, una mostra di respiro internazionale, organizzata grazie al vostro supporto in qualità di Main Sponsor che ho avuto l’onore di organizzare e coordinare nell’ambito delle attivitè del Condominio Fotografico, associazione culturale modicana nata per promuovere e diffondere la cultura fotografica nel nostro territorio.

Come sei arrivata quindi ad aprire Zazie?
Nella primavera del 2021, dopo quattro anni di lavoro a tempo pieno come receptionist in un albergo e le inevitabili riflessioni a cui ci ha “costretto” la pandemia, ho capito che era il momento di ascoltarmi e provare a realizzare un sogno da sempre silenziato, ma alimentato fin da piccola dai racconti di mio padre Danilo, che negli anni ‘70, poco più che ventenne, gestiva una libreria del centro storico di Modica. Zazie rappresenta questo sogno che è diventato realtà il 17 ottobre 2021 registrando un forte entusiasmo da parte di chi in città era alla ricerca di una dimensione simile. Sulla scia di quest’esperienza invernale, penso sicuramente di prolungare gli orari in estate, anche in previsione del crescente afflusso turistico.

Ma Zazie è una libreria esclusivamente fotografica?
Zazie è una libreria dedicata principalmente all’editoria fotografica contemporanea con incursioni nella narrativa, nella saggistica, nell’illustrazione, nella grafica e nel design. È un luogo fisico e virtuale che ospita case editrici e autori italiani e stranieri, che hanno scelto il linguaggio delle immagini, delle parole, delle figure e delle forme su carta. All’interno della libreria, ho riservato un spazio da adibire a piccole mostre che hanno lo scopo di promuovere e lanciare nuovi progetti editoriale e autori esordienti. Lo scopo è quello di promuovere la cultura dell’immagine e delle contaminazioni fra linguaggi differenti attraverso una selezione di titoli e di progetti eterogenea e senza schemi, volutamente trasversale.

Che immagine ha Zazie?
Il logo e la brand identity della libreria sono creazioni di Emanuele Mandolfo, giovane creativo e art director modicano, con cui è nata fin da subito una profonda sintonia. Il richiamo alla fotografia è dato due occhi stilizzati, mentre le due orecchie, oltre a rappresentare la mia passione per la musica (in libreria non poteva mancare un giradischi e una selezione di vinili), indicano la capacità di ascolto che un buon libraio deve possedere rispetto alle esigenze della sua clientela e al contempo la capacità di essere sempre pronto a intercettare le novità.

Organizzi anche incontri?
Le presentazioni editoriali e gli incontri con gli autori sono i momenti più entusiasmanti della vita di una libreria. In questi mesi ci sono stati molti ospiti fra cui: Baco About Photographs con il libro “Giacomo Calò. Il mio sogno”, Luca Scivoletto con “I Pionieri” (Fandango) in occasione delle riprese del film, Angelo Vignali con “Flattened in time and space” (Witty Books), Emanuele Savasta con “Le cose ritrovate” (Self-publishing), Emanuele Mandolfo e Alfredo Covato con l’evento per il lancio del loro Leporello d’artista “Vasa-Vasa”.

Prossimi passi?
A breve sarà online il sito di Zazie, l’ecommerce per aprirmi a una clientela più ampia, tra i progetti futuri c’è l’intenzione di organizzare workshop e corsi.
Nel frattempo dove ti troviamo in rete?
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